Le attività mineraria e di cava in Sardegna hanno lasciato sul territorio tracce diffuse, documentate dal Paleolitico fino ai nostri giorni. I siti minerari dismessi, spesso percepiti come un sensibile fattore di impatto ambientale e paesaggistico, sono scarsamente considerati per il loro valore storico-culturale. Gli obiettivi dell’ Unità di Cagliari si inseriscono in questo settore, nel quale i progetti di intervento sono generalmente improntati alla bonifica dei siti e, solo raramente, prevedono una nuova destinazione d’uso differente da quelle consuete (discarica controllata, laghetto collinare, mini-parco). L’ esigenza di ricercare altre destinazioni per questi siti, suscettibili di divenire nuovi fattori di sviluppo socio-economico, passa attraverso la loro riscoperta e valorizzazione come marker culturali e veicoli di promozione del territorio.

I principali  bacini storici di rocce da costruzione in Sardegna comprendono un ampio ventaglio di materiali lapidei, dalle rocce ornamentali della Gallura e delle Baronie (granito e marmi), alle filladi Paleozoiche, alle vulcaniti e calcareniti terziarie della Fossa Sarda, fino alle arenarie quaternarie. La riscoperta e la promozione di questi materiali, ampiamente utilizzati nei centri abitati e negli edifici storici passa attraverso la rivisitazione dei centri di produzione e trasformazione, con l’elaborazione di percorsi culturali che abbiano come centro la “cava-museo”.

Intento dell’Unità di Cagliari è quello di evidenziare il valore (archeologico, storico, merceologico, geologico, paleontologico) dei materiali lapidei sardi attraverso la ricerca e lo studio dei principali siti estrattivi, con la definizione dei cicli produttivi e degli utilizzi, allo scopo di formulare ipotesi di intervento e recupero.