Il progetto di ricerca è finalizzato allo studio dei materiali lapidei come principale risorsa per l’architettura costruita fuori terra e delle cave antiche come architettura scavata. Le cave storiche rappresentano un settore di ricerca di grande interesse che, alla luce della bibliografia disponibile e delle esperienze di cui si è a conoscenza, non sembra però ancora sufficientemente esplorato e studiato; molti, infatti, sono i margini di incertezza da un punto di vista più specificatamente architettonico. Numerosi studi a scala locale contribuiscono in maniera determinante a definire i caratteri delle attività estrattive antiche con molta attenzione per i cicli produttivi e anche per la normativa relativa, gli utensili impiegati e le tecnologie applicate. Le diversità di risultati cui sono giunti i diversi studiosi se, da una parte, sono la conseguenza delle differenze di approccio iniziale e dei diversi sviluppi delle indagini, dall’altra sono la dimostrazione del potenziale di indagini che è ancora possibile avviare in questo ambito disciplinare. Le fonti scritte (gli archivi si moltiplicano dalla seconda metà del XV) e la ricerca archeologica, grazie a metodi della speleologia e della ricerca di superficie, permettono di comprendere meglio gli spazi delle cave e contribuiscono a dare alle attività estrattive rinnovate valenze tecnologiche, economiche e sociali.

Le cave storiche sono la tangibile traccia di attività umane legate ai materiali lapidei da costruzione e dei cicli di produzione, trasporto, impiego e presentano proficue prospettive future per quanto riguarda il loro studio e, più direttamente, le problematiche relative al restauro e alla valorizzazione.
Le ricerche che si possono attivare coprono un vasto orizzonte di interessi interdisciplinari che riguardano, tra l’altro:

- le fonti documentarie disponibili sulle cave storiche e la loro riconoscibilità attuale. Gli interessi per le cave sono in forte crescita come l’abbondante bibliografia nazionale e internazionale dimostra ma molti aspetti restano inesplorati.

- l’utilizzo nel tempo delle cave, processi di lavorazione per usi finalizzati all’architettura; in particolare, la cava come fabbrica di elementi prefabbricati per l’architettura;
- le tracce della lavorazione, catene operatorie specializzate; le evidenze per formazione, uso, disuso, abbandono e trasformazione;

- il “riutilizzo” nel tempo delle cave con funzioni congruenti e/o alternative;
- la cava come “architettura” derivata (insediamenti rupestri, luoghi di culto, necropoli, cisterne ma anche cave diventate fossati migliorando il ramparo delle murature dei castelli …).

- la cava e “l’emergenza”. Nelle operazioni di restauro e valorizzazione di cave antiche sempre più frequentemente ci si imbatte in situazioni caratteristiche dagli interventi di restauro di emergenza, quando si creano le condizioni per interventi che esigono decisioni quasi improvvise e cambi di programmi in tempi ristretti. Il problema principale è quello di riuscire ad assumere decisioni immediate per non far peggiorare situazioni che si presentano già precarie, non diversamente da come farebbe un medico che opera al pronto soccorso, abituato ad operare sulla base di un protocollo prestabilito, capace di ridurre al minimo i rischi soprattutto durante gli “intervalli critici di transizione” durante i quali i danni potrebbero evolversi in maniera incontrollabile o irreversibile.