Il reperimento di risorse lapidee nel territorio va inteso in un’ampia accezione che include varie fonti di approvvigionamento, dalla raccolta durante la preistoria di materiali in alveo e in affioramento, come in una sorta di cava atipica, e quindi all’apertura di cave a cielo aperto e in sotterraneo.

Tutta l’area mediterranea è stata influenzata nel campo estrattivo, sia da un punto di vista tecnologico che di concezione demaniale della risorsa, dall’impronta conferitale dalla Civiltà Romana, che riassumeva in sé le esperienze e le concezioni delle precedenti civiltà etrusca ed egizia con cui era venuta in contatto.

Appare pertanto importante indagare situazioni culturali diverse ma correlate da in un continui spazio temporale che va dalla preistoria al presente, studiando siti e situazioni estrattive con lunga frequentazione materiale e produttiva.

L’Unità di Ricerca coagula a questo riguardo un gruppo di studio le cui competenze coprono i campi della geologia, dell’archeologia, della preistoria, dell’egittologia e del consolidamento dei manufatti costituenti bene culturale. I vari componenti l’Unità Operativa già da anni lavorano in proprio ai temi della ricerca su casi-studio riferibili dalla preistoria all’attuale, tutti particolarmente esemplificativi del rapporto risorsa lapidea-territorio in differenti contesti dell’area mediterranea ma uniti da un continuo temporale e culturale; in questo continuo le principali tematiche che verranno affrontate sono:

- Strategie di approvvigionamento della materia prima litica nella preistoria in area italica

- Il sito estrattivo egizio, ellenistico, romano, islamico ed attuale delle cave di calcare presso Antinoupolis

- La Pietra Serena dal Macigno di Fiesole, dagli Etruschi al XX Secolo