Gruppo di ricerca sulla geologia delle Risorse Lapidee - Università degli Studi di Firenze - Dipartimento di Scienze della Terra - www.geo.unifi.it


Prof. Geol. Massimo Coli
Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Firenze
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INTRODUZIONE 
PERIODO ANTICO 
EPOCA CLASSICA 
PERIODO STORICO


Il reperimento di risorse lapidee nel territorio, con la sua valenza culturale, storica ed ambientale, va intesa in un’ampia accezione che include varie fonti di approvvigionamento: durante la preistoria l’Uomo ha dapprima raccolto materiali in alveo e in affioramento, come in una sorta di cava atipica, per un loro uso diretto, e solo successivamente ha razionalmente aperto cave a cielo aperto e miniere.

In epoca protostorica vi fu il passaggio all’estrazione razionale della pietra, ora intesa come materia prima da elaborare per un uso successivo, e quindi alla sua coltivazione ed all’apertura di cave; questo processo comportò la creazione di un ciclo lavorativo completo: scelta della pietra giusta, sua coltivazione, estrazione, sbozzatura, trasporto, messa in opera, rifinitura, quindi tutta una serie di azioni coordinate e finalizzate, eseguite con mezzi e tecniche adeguate al raggiungimento del fine.

Fu nel periodo fenicio-punico e soprattutto in quello greco e romano che la pietra cominciò ad essere apprezzata anche per il suo valore estetico, divenendo la protagonista nell’arte dei monumenti celebrativi e religiosi. L’uso della pietra come materiale da costruzione, sia povero per costruzioni misere e di uso comune, sia pregiato per templi, sepolcri ed edifici monumentali è pertanto legato alla storia stessa dell’uomo: le cave come luogo di estrazione della materia prima, poi elevata alla dignità di monumento, sono intimamente legate alla storia dell’uomo ed alla sua azione sulla natura.

Le risorse lapidee rappresentano anche un elemento culturale in quanto impiegate come materia prima per realizzare i capolavori della scultura e dell’architettura che fanno ormai parte del patrimonio culturale dell’umanità, che costituisce uno strumento formidabile di trasmissione di testimonianze, e quindi di collegamento culturale fra le generazioni passate e quelle future. Pertanto, la conoscenza culturale delle risorse lapide, del loro uso, delle loro tecniche di coltivazione, delle loro caratteristiche intrinseche, dall’epoca romana ad oggi, può fornire un ampio panorama del significato storico e culturale di questi materiali, sottolineando l’importanza di un’attività economica assai rilevante nella storia e nelle tradizioni dei popoli.

Vi sono pietre il cui pregio non dipende dall’attuale domanda di mercato: si tratta delle “pietre storiche”, e cioè delle pietre, spesso non più in coltivazione, che si trovano in opera nei monumenti, nelle opere d’arte, nei siti archeologici e come manufatti di uso comune, e che fanno parte del patrimonio culturale e in particolare di quello storico-artistico-architettonico-archeologico di una società. In questi casi il pregio della risorsa lapidea risiede non solo nel significato che essa assume ai fini della salvaguardia e della conservazione, attraverso il restauro, di tale patrimonio, ma, più in generale, nel fatto che le pietre costituiscono un retaggio culturale di un’attività talora assai rilevante nella storia e nelle tradizioni locali e culturali di una civiltà, ormai troppo spesso perso.